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Citazione in quoteinvestigator.com
UN’ALLEGORIA SCOLASTICA
ESOPO IL GIOVANE, TUFTS COLLEGE
Tanto tempo fa, quando la creazione animale stava differenziandosi fra chi nuota, chi si arrampica, chi vola e chi corre, c’era una scuola per lo sviluppo degli animali. La teoria sostenuta dalla scuola era quella che gli animali migliori dovrebbero essere capaci di fare altrettanto bene ogni cosa; se un animale aveva una evidente attitudine per un’attività e un’evidente incapacità per le altre, il tempo e lo sforzo dovevano venire dedicati a queste ultime, non alla prima. Se uno aveva le gambe corte e buone ali, l’attenzione doveva venire rivolta alla corsa, in modo tale da pareggiare le abilità il più possibile. Pertanto l’anatra, la facevano camminare tutto il tempo invece di nuotare, il pellicano lo facevano battere le sue corte ali nel tentativo di volare. L’aquila la facevano correre e le permettevano di volare solo a ricreazione, mentre i girini in corso di maturazione erano presi in giro e ridicolizzati per non essere né l’una né l’altra cosa.
Tutto questo, in nome della Didattica.
Non bisognava fidarsi della Natura, nel suo modellare gli individui, perché ciascuno dovrebbe svilupparsi con simmetria ed essere simile agli altri, per il benessere dell’individuo e della comunità.
Gli animali che non si sottomettevano a questa disciplina e persistevano nello sviluppare i loro migliori talenti, erano disonorati, chiamati di ristrette vedute e specialisti, e venivano messi di fronte ad ostacoli particolari, quando cercavano di ignorare le teorie didattiche riconosciute dalla scuola.
Non si permetteva a nessuno di conseguire il diploma di quella scuola, se non sapeva arrampicarsi, nuotare, correre e volare a un determinato livello.
Fu così che l’anatra impiegò così tanto tempo ad imparare a correre alla velocità richiesta, che non riusciva quasi a nuotare al livello prescritto. In aggiunta era stata sgridata, minacciata, punita, trattata male in molte maniere, così da renderle la vita un peso e lasciò la scuola umiliata mentre l’ornitorinco la superava sia nella corsa che nel nuoto. Invero, quest’ultimo vinse il premio in entrambe le discipline.
L’aquila non dimostrò alcun progresso nell’arrampicarsi sugli alberi e, benché avesse dimostrato di riuscire egualmente ad arrivare in cima, la prova fu considerata negativa perché non era stata eseguita nella forma prescritta.
Un’anguilla abnorme, con larghe pinne pettorali, provò di sapere correre, nuotare, arrampicarsi sugli alberi ed anche volare un pochino, e a lei andarono gli allori.
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